La scure si abbatte
anche sulla rete
Considerazioni relative all’art. 18 relativa alla estensione a tutti i siti informatici delle procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti
Non bastava il controllo assoluto dell’informazione radiotelevisiva ma era necessario colpire anche la rete. Le recenti elezioni hanno dimostrato come Internet sia oramai rimasto il solo strumento utile per accedere ad una libera informazione, priva di controllo o censura, anche sui temi della politica. Evidentemente il Governo ha ritenuto di dover intervenire per reprimere anche l’ultimo spazio di democrazia attraverso un provvedimento che, pur non riguardando affatto la Rete, imbriglia e censura la libertà di opinione e di accesso alle informazioni, tutelata dalla Costituzione. Altro che conflitto di interessi.
Sotto il profilo giuridico, se ci riferiamo all’attività di informazione svolta dai mezzi di informazione tradizionali, la disciplina dell’accountability delle informazioni in vigore è già molto rigida ed ampiamente disciplinata poiché i giornalisti sono soggetti alla legge sull’ordinamento della professione di giornalista (legge n. 69/1963) e alla Carta dei doveri del giornalista e alla vigilanza da parte dell’Ordine.
La tutela dell’informazione in ambito comunitario arriva al punto che la stessa Corte europea ha dato risalto all’interesse generale alla divulgazione dei documenti nonostante la loro provenienza illecita. [Continua]
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La sfida culturale della lingua italiana
Conferenza sulla promozione della lingua italiana nelle scuole americane dalla materna alla scuola secondaria superiore e sull’educazione permanente
Washington D.C. - sabato 13 giugno 2009
Sen. Vincenzo Vita (PD), Vice Presidente della Commissione Cultura del Senato
Sono onorato di trovarmi in una delle più prestigiose ambasciate italiane all'estero. Ho accolto con gran piacere l'invito dell'Amb. Castellaneta e condivido il suo impegno a diffondere il "Sistema Italia" attraverso lo studio della lingua italiana che, insieme alla cultura, dev’essere considerato un portale aperto al mondo della bellezza, dell’arte, dello stile di vita italiano.
Del resto, il tema della lingua ha via via cambiato di segno: da eredità acquisita a scelta espressiva.
Nel 1945 Samuel Beckett aveva deciso di abbandonare la lingua madre, l’inglese in cui aveva scritto i racconti e i romanzi degli anni Trenta e del periodo della guerra, e di adottare il francese come lingua destinata all’espressione letteraria.[Continua]






