"Perché dire cultura è dire politica."
La politica come servizio, perché possa diventare protagonista  del cambiamento. Questa è la vera sfida del Partito Democratico. Soltanto rompendo certi antichi e consolidati meccanismi si può coniugare la politica con l’etica e la sfera pubblica con il bene comune, riprendendo e aggiornando i punti più significativi nella tradizione della sinistra.

Qui nasce il mio impegno nel PD, un impegno e una sfida che affronto con umiltà e con la voglia di coniugare cultura e politica. Perché dire cultura è dire politica.

Nella società della conoscenza, quest’ultima diventa un bisogno primario. La diffusione dei saperi è fondamentale soprattutto nell’era dell’evoluzione tecnologica e nel fare politica ho sempre cercato di impegnarmi per rafforzare il legame con le culture e con i saperi.
Sono stato deputato dal 1996 al 2001 e Sottosegretario del Ministero delle comunicazioni nei governi Prodi, D’Alema e Amato, con delega al sistema radiotelevisivo e alla multimedialità.

Ho collaborato alla preparazione di diverse leggi, come la Riforma generale del Sistema delle comunicazioni (L. 249/97), la normativa sulla Promozione di film e audiovisivi italiani ed europei (L. 122/98), la normativa Antitrust sui diritti televisivi del calcio criptato e sul “decoder unico” (L. 78/99), la legge sulla Par condicio (L. 28/2000), la legge quadro sull’Inquinamento elettromagnetico (L. 36/2001) e quella sul “digitale” (L. 66/2001).

Numerose sono state le partecipazioni a riunioni europee e manifestazioni internazionali inerenti le tematiche radiotelevisive e culturali. Così a Ottawa, in Canada, nel giugno del 1998 ho contribuito alla nascita dell’International Network on Cultural Policy, un Forum di 23 Paesi dedicato ai temi della globalizzazione e della diversità culturale. In occasione della riunione di Santorini, in Grecia, nel 2000, sono stato nominato coordinatore per il Forum del gruppo di lavoro sui mezzi radiotelevisivi, incarico ricoperto fino alla fine del governo Amato nel 2001.

In qualità di docente a contratto, ho tenuto lezioni di “Sociologia e Tecniche dei Nuovi Media” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Sassari, nell’ambito del Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione e Giornalismo.

Dal 2002 al 2004 ho fatto parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda Speciale Palaexpò di Roma.  Dal 2003 al 2008 ho ricoperto il ruolo di  Assessore delle Politiche Culturali, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi della Provincia di Roma, ho lavorato alla creazione di un laboratorio progettuale, immaginando la Provincia come “distretto culturale”, per una politica culturale aperta e inclusiva, articolata in processi che tendono a obiettivi di sistema e stabilità. Ho cercato di contribuire alla ‘Provincia digitale’.

Attualmente sono membro del Coordinamento Nazionale del Partito Democratico.

Una voglia di “comunicare la politica”  che ho espresso anche a livello internazionale facendo parte dell’International Institute of Communication.

Tra i vari articoli e saggi che ho scritto sui “Problemi dell’Informazione”, mi piace ricordare alcune pubblicazioni: Dopo i Mass Media(ed. Edizioni associate, Roma, 1993) e L’Inganno Multimediale (ed. Meltemi, Roma, 1998) e un saggio Time sensitivity nel governo in rete e nella pratica democratica, contenuto in “La conquista del tempo. La rete, la società e la democrazia” a cura di Derrick de Kerckhove (editori Riuniti, Roma, 2002).  Recentemente ho pubblicato nella Newsletter di Astrid “Il sogno digitale”.

 


Vincenzo Vita
Vincenzo Vita