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| Dire cultura è dire politica
Comunicato stampa di Vincenzo Vita.
Candidato nelle liste del PD del Senato del Lazio
Inaugurato questa mattina il comitato elettorale di Vincenzo Vita, candidato al Senato nel Lazio nelle liste del Partito Democratico, in Via del Porto Fluviale, 30.
Sono intervenuti due esponenti del mondo della cultura – Simona Marchini e Massimo Wertmuller..
Nell’ampio quadro del programma elettorale del PD, la specificità di Vincenzo Vita riguarda il mondo della cultura, della democrazia digitale e della Tv.
“Oggi la politica culturale è la politica. – ha infatti detto Vincenzo Vita - L’innovazione tecnologica, se governata democraticamente può contribuire a superare la contraddizione tra chi sa e chi non sa, debellando il rischio di un nuovo analfabetismo. In tal senso è necessario rafforzare tutti gli strumenti e i sostegni a favore del più ampio sviluppo della democrazia digitale. Di qui l’impegno a diffondere la banda larga per tutti, un servizio universale indispensabile come sono la televisione e l’elettricità. In particolare, la televisione, può e deve impegnarsi ad offrire contenuti, qualità e innovazione. Più cultura. La libertà di informazione, la circolazione delle idee, l’accesso ai saperi rappresentano, dunque, il senso stesso di una buona politica. Serve anche un po’ di utopia, come ci ha testimoniato nella sua ultima intervista Arthur Clarke, l’ispiratore del film di Kubrick < 2001 Odissea nello spazio> che ci ha detto nella sua ultima intervista “vale la pena vivere per costruire una società migliore”.
Inoltre, è ora di mutare il rapporto storicamente depresso tra la spesa per la cultura e il bilancio dello Stato, finora allo 0,29 per cento, quota molto lontana dalle medie degli investimenti degli altri paesi della UE. Così come è ormai indifferibile la revisione delle aliquote dell’IVA sui prodotti culturali da portare al 4 per cento.
L’impegno che mi piacerebbe assumere – prosegue Vita - è quello di costruire un network di parlamentari, intellettuali e artisti per trasferire idee e progetti dall’universo delle culture a quello delle istituzioni.
Intervenendo, Massimo Wertmuller ha sottolineato che: “ci hanno imposto di credere che cultura significhi essere lontani dai problemi della vita quotidiana mentre la cultura vuole aprire gli animi, migliorare le menti, quindi migliorare la qualità della vita. Lo spettacolo e la cultura, negli Stati Uniti, sono la seconda voce industriale, non sono quindi scollegati dalla realtà quotidiana. Se oltreoceano la cultura è un fatto endemico noi, che siamo il Paese delle Belle Arti, dobbiamo assolutamente investire su questo”.
“C’è un disegno globale, non solo italiano - ha detto Simona Marchini - che vuole che i cervelli non debbano lavorare ma solo consumare. Dobbiamo ostacolare tale disegno, riappropriandoci delle nostre identità culturali. Senza cultura si crea una società senza anima”.
“Vincenzo Vita, sollecitato sul tema della par condicio, ha chiarito che si tratta di una buona legge da aggiornare ma non da abolire. La sensazione, leggendo talune dichiarazioni di esponenti della destra, è che quel testo non sia mai stato davvero letto”.
Infine, sul tema del precariato, un mondo enorme senza tutele e in grande difficoltà, è urgente una specifica iniziativa. Nella società della conoscenza non è possibile che non vi siano garanzie per gli operatori della comunicazione, dell’arte e dello spettacolo. Sulla base del programma del PD vanno creati gli opportuni strumenti normativi per arginare una ferita ormai strutturale di uno dei settori più vitali e creativi del Paese”.
Roma, 29 marzo 2008
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