Civati #civoti

Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita

Civati #civoti

E’ davvero importante andare a votare la prossima domenica 8 dicembre alle primarie del Partito democratico, per scegliere il nuovo segretario.

E’ un’opportunità straordinaria di esercitare un diritto fondamentale, quello di indicare la persona che guiderà il nostro mondo nella difficile traversata che stiamo facendo.

Tutti quanti sentiamo la necessità di cambiare, di costruire linee e gruppi dirigenti rinnovati. E certo gli ultimi mesi (il discorso si potrebbe facilmente estendere agli ultimi anni) sono stati terribili. L’insuccesso elettorale, la terribile vicenda dei “101”, le larghe intese hanno dato l’idea concreta che una stagione si è definitivamente conclusa e che un vecchio ceto politico non ha più molto da dire. Il Pd, se vuole risollevarsi, ha bisogno di ri-costruirsi, riprendendo lo spirito dell’Ulivo del 1996, scommettendo sui circoli e sulle espressioni del territorio, sui saperi diffusi, sul lavoro e i giovani.

Il candidato che più risponde alla doppia urgenza di dare un segno visibile di novità e di pensare alla sinistra aperta e moderna di cui c’è bisogno è Giuseppe (Pippo) Civati. Il documento (vedi www.civati.it) che sostiene la candidatura è un’ impegnata argomentazione sulla inevitabilità di una “rottura” della continuità o del mero propagandismo e tocca, tra l’altro, i capitoli del reddito minimo garantito, della cura attenta della cultura e della rivoluzione digitale. Della pace. E della riforma profonda del modello di partito.

“Non c’è tempo”, scriveva un famoso matematico.

Ecco, non sprechiamo un’occasione, che potrebbe non ripetersi. La politica è in crisi seria e un’altra storia va scritta. Pippo Civati, malamente oscurato dai maggiori mezzi di comunicazione, ha scavato tanto, giovane-vecchia talpa. Può e deve essere la bella sorpresa dell’8 dicembre.

Sono il capolista della lista per Civati che comprende i Municipi 1° e 2° di Roma. Mi sono buttato volentieri in questa esperienza, a fianco di un giovane dirigente dal sicuro talento. Ho ricominciato a sperare e vorrei condividere tale sentimento con chi ho avuto modo di conoscere da vicino in questi anni, nelle iniziative costanti e bellissime sui temi della cultura e della comunicazione.

Il villaggio globale ha bisogno di diventare equo e giusto, di cancellare il liberismo e la cattiveria che sono alla base di tragedie come quella di Prato. Di ritrovare una sinistra. Di sognare di nuovo.

 

 

04/12/2013

 

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