I Testi di due interrogazioni parlamentari sul caso Rai e canoni speciali

Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita

I Testi di due interrogazioni parlamentari sul caso Rai e canoni speciali

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06899

Atto n. 4-06899

Pubblicato il 21 febbraio 2012

Seduta n. 676

SANGALLI , CECCANTI , DEL VECCHIO , FERRANTE , FISTAROL , GALPERTI , GHEDINI , MICHELONI , PALMIZIO , RIZZOTTI , GARAVAGLIA Massimo , GIARETTA , VITA , CARLONI , CASTRO , INCOSTANTE , LI GOTTI , MAZZUCONI , PINOTTI , ARMATO , BUBBICO , DE SENA , FIORONI , GARRAFFA , TOMASELLI , MERCATALI , BALBONI , BLAZINA , LEGNINI , SANNA , THALER AUSSERHOFER , PORETTI - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

l'art. 17 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cosiddetto salva Italia), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, ha previsto l'obbligo per le imprese e le società di indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione nel modello di dichiarazione dei redditi;

a seguito dell'entrata in vigore di tale disposizione, la Rai Radiotelevisione italiana SpA ha provveduto ad inviare indistintamente a diversi soggetti (imprese, società, studi professionali, eccetera) il bollettino postale per provvedere al pagamento dell'abbonamento speciale, specificando che lo stesso è dovuto, oltre che per il possesso di un apparecchio televisivo, anche in presenza di computer con collegamento alla rete Internet, in quanto strumenti "atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni" (art. 1, del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246);

il canone speciale Rai deve essere corrisposto nel caso di attività commerciali, a scopo di lucro diretto o indiretto (decreto legislativo luogotenenziale 21 dicembre 1944, n. 458), e a prescindere dall'utilizzo effettivo dello strumento;

l'obbligo del pagamento è stato affermato dalla Corte costituzionale con sentenza n. 284 del 2002, con la quale la Consulta stabilisce la natura di tributo del canone, facendo discendere la sua obbligatorietà dal possesso stesso dello strumento: "il collegamento dell'obbligo di pagare il canone alla semplice detenzione dell'apparecchio, atto o adattabile alla ricezione anche solo di trasmissioni via cavo o provenienti dall'estero (…), indipendentemente dalla possibilità e dalla volontà di fruire dei programmi della concessionaria del servizio pubblico, discende dalla natura di imposta impressa al canone";

anche la Corte di cassazione a Sezioni unite ha ribadito che il canone di abbonamento radiotelevisivo "non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che le leghi il contribuente, da un lato, e l'ente RAI dall'altro (..), ma si tratta di una prestazione tributaria, fondata sulla legge" (sent. n. 24010 del 20 novembre 2007);

la giurisprudenza ha chiarito circa l'obbligatorietà della corresponsione del canone speciale, ma non ha risolto i dubbi interpretativi circa la legittimità della richiesta in relazione al possesso di strumenti che l'evoluzione della tecnologia ha reso atti o adattabili alla trasmissione dei programmi televisivi (computer, videofonini, apparecchi modem, eccetera), né circa l'opportunità del pagamento qualora tali strumenti non fossero utilizzati a scopo di intrattenimento, ma perché funzionali all'attività di impresa;

già nel 2008, l'Agenzia delle entrate, sollecitata da un'associazione di consumatori che chiedeva di specificare la tipologia di strumenti per l'utilizzo dei quali il pagamento del canone speciale Rai fosse dovuto, con propria risoluzione n. 102 del 19 marzo 2008 ha confermato la debenza del pagamento, ma si è dichiarata incompetente a risolvere la questione, in quanto l'individuazione specifica degli apparecchi avrebbe dovuto essere determinata dal Ministero delle comunicazioni (oggi la competenza in materia è del Ministero dello sviluppo economico). L'Agenzia ha successivamente provveduto ad inoltrare la richiesta all'amministrazione competente, senza tuttavia ottenere risposta;

l'introduzione dell'art. 17 del decreto "salva Italia" è finalizzato all'emersione delle situazioni illegittime in cui i soggetti si sono sottratti al pagamento del dovuto ma, in assenza della determinazione di cui sopra, obbliga al pagamento del canone speciale anche i soggetti che utilizzano gli apparecchi informatici ai fini dell'attività professionale o di impresa. In merito si ricorda che, in taluni casi, i soggetti economici si sono dotati di tali apparecchiature proprio per assolvere ad obblighi normativi, quali l'adozione della posta elettronica certificata o l'obbligo di comunicazione per via telematica tra imprese e pubblica amministrazione;

in ragione della difficile situazione economica, le richieste di pagamento avanzate dalla Rai alle imprese e società, in relazione all'uso di strumenti non tassativamente individuati ed a prescindere dall'effettivo uso che viene fatto di questi, appare un ulteriore ed ingiustificato aggravio a carico delle imprese,

si chiede di sapere:

in che modo e con quale tempistica il Ministro in indirizzo intenda procedere all'individuazione degli strumenti per l'utilizzo dei quali si debba corrispondere il pagamento del canone speciale Rai;

attraverso quali provvedimenti di competenza il Governo, nelle more dell'adozione degli atti successivi necessari alla risoluzione della questione, intenda sospendere gli effetti delle richieste di pagamento inviate dalla Rai Radiotelevisione italiana SpA per la corresponsione del canone speciale di abbonamento e conseguentemente l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 17 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.

 

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02668

Atto n. 3-02668

Pubblicato il 21 febbraio 2012

Seduta n. 676

VIMERCATI , MORRI , VITA , SIRCANA - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

la Rai ha inviato una lettera alle aziende e agli studi professionali per chiedere il pagamento di un canone speciale per il possesso di apparecchi in grado di connettersi alla rete Internet quali personal computer, smartphone e tablet, in quanto strumenti idonei alla "ricezione di radioaudizioni";

la medesima richiesta è stata sostenuta anche da una campagna di spot televisivi;

la richiesta di pagamento inerente al canone varia a seconda della tipologia di impresa da un minimo di 200 fino ad un massimo di 6.000 euro all'anno e interessa oltre 5 milioni di utenti, per una somma che ammonterebbe a circa un miliardo di euro per il solo 2012;

l'istanza della concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo si basa su un'impropria interpretazione di una legge di 70 anni fa, il decreto legislativo luogotenenziale n. 458 del 1944, ed estende deliberatamente un principio valido esclusivamente per gli apparecchi televisivi anche agli strumenti comunemente utilizzati per connettersi alla rete Internet in ambito lavorativo;

l'utilizzo di strumenti in grado di connettersi ad Internet , in particolare in ambito lavorativo, non può deliberatamente considerarsi indice della ricezione del segnale audiovisivo;

l'articolo 17 del decreto-legge n. 201 del 2011, il cosiddetto decreto "salva Italia", non indica in alcun modo che i possessori di strumenti per connettersi ad Internet quali pc, smartphone e tablet debbano pagare il canone televisivo, pertanto l'interpretazione della concessionaria pubblica appare priva di ogni fondamento;

considerato inoltre che questa iniziativa pesa in modo intollerabile su detentori di partita Iva e piccole e medie imprese già in difficoltà per la crisi economica,

si chiede di sapere cosa intenda fare il Governo per bloccare questa iniziativa priva di fondamento giuridico che sta suscitando allarme e proteste tra cittadini e imprese e che appare come un'ingiustificata sovrattassa proprio in un momento di profonda crisi congiunturale dell'intera economia italiana, europea e mondiale.

 

27/02/2012

 

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Commenti
#1 interrogazioni canoni rai speciali (15/05/2012)

Scritto da: martino pugliese

Le interrogazioni sono ineccepibili, ma le risposte verranno mai date? Siamo a maggio e la Rai continua a spedire lettere a dir poco intimidatorie.