I vertici Rai emarginano i pezzi pregiati

Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita

I vertici Rai emarginano i pezzi pregiati

E' incredibile come il vertice della Rai tenda a sottovalutare, perfino ad emarginare, i suoi pezzi più pregiati. Vale a dire trasmissioni come quelle di Santoro o della Dandini che non solo fanno ascolto, ma danno ancora un segno di esistenza del servizio pubblico.

Non sono le sole, ovviamente. Tuttavia, sono tra quelle che certo sfuggono alla gelatina omologata dell'offerta televisiva generalista. E' uno stillicidio tutto questo. Più che suscitare emozioni, la ripetitività del 'male' impone una riflessione secca: può continuare Mauro Masi a fare il direttore generale? Non è evidentemente fuori posto?

 

22/09/2010

 

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Commenti
#1 Grazie per la risposta (27/10/2010)

Scritto da: Andrea Cotti

Che pochissimi di voi leader lo fate, convinti che il web sia a senso unico, buono per inviare santini ma senza mai dialogare.
Sono poi lieto per la Tua autocritica, sia per le cose 'non andate bene' (anche tu hai gravi responsabilità nell'aver lasciato nel '98 le TV a Berlusconi), sia per aver compreso finalmente che siamo a rischio regime (e pensa un po', noi della base ce ne eravamo resi conto da tempo).
Speriamo che, grazie a Fini e non al PD (!!) si riesca a dare una svolta a questa situazione.
#2 In risposta ad Andrea (27/10/2010)

Scritto da: Vincenzo Vita

Caro Andrea,
tante cose non sono andate come dovevano in questi anni. E anche noi di centrosinistra abbiamo diverse responsabilità. Però, davvero, quello che sta succedendo va al di là di ogni immaginazione. Siamo a rischio di regime.
#3 La TV di Stato (27/10/2010)

Scritto da: Andrea Cotti

E' di queste ore la notizia dell'ennesimo attacco di Masi alla pluralità dell'informazione, nel mirino Mineo ed altri.
Paradossalmente mi sembra pure una buona notizia, perchè se non sempre tutti i mali vengono per nuocere, tocca arrivare al fondo e raschiarlo a dovere per sperare di poter poi risalire.

Fin dagli anni '80 la RAI fu spartita tra DC, PCI e PSI, e da allora cadde ogni minima parvenza di informazione obiettiva, già intossicata dai telegiornali Fininvest, abusivamente autorizzati dai Decreti Craxi del 1984 e 1985, poi dalla legge Mammì del 1990 e dalla legge Maccanico del 1999, ed infine dalla legge Gasparri (prima del 2003, bocciata dal Presidente e seconda del 2004).
I partiti maggiori si distribuirono un canale ciascuno, consegnando le TV private a Berlusconi e decidendo di offrire ai cittadini solo le varie interpretazioni dei fatti da propaganda politica.

Degno di nota un commento sull’Europeo di Vittorio Feltri del 1990 sui fatti:

“Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna.” (vedi blog http://www.andrez.cotti.biz/la-fine-di-telekabul-belpietro-al-posto-della-dandini-413.html)

Nei Paesi civili, la TV pubblica è gestita in modo autonomo e l’informazione che offre è indipendente dai partiti; raccontano cioè i fatti, non l’interpretazione partitica del fatto. Esempi lampanti sono la BBC, la CNN, DW ecc.

Da noi invece, praticamente da sempre, l’informazione dei fatti non è mai esistita ed abbiamo dovuto sobbarcarci la manipolazione degli stessi secondo le varie e differenti interpretazioni che i vari partiti confezionavano secondo le loro rispettive propagande.

In questa logica, per mantenere le varie poltrone esistenti in RAI 3 e le clientele ad esse legate, prima il PCI, poi il PDS, i DS ed infine il PD hanno sottostato a qualsiasi tipo di compromesso con i governi ed i potenti di turno, regalando tra l’altro a Berlusconi, a più riprese, leggi e concessioni TV e di conseguenza l’immenso potere che ora usa per smantellare Stato ed Istituzioni.

E va bene così, che a noi rossi siano tolti pure i 30 denari che abbiamo ricevuto per aver tradito il popolo italiano e svenduto l’informazione.
Mi sembrerebbe giusto che il potere ci insulti e ci sbeffeggi pure nel fare questo, che altro non meritiamo.

In effetti la cancellazione del concetto di spartizione partitica dell’informazione, pur sostituita dalla piena egemonia berlusconiana, mi sembra un passaggio obbligato per poter anche solo sognare in un dopo, in una nuova era dove il servizio pubblico, finalmente reso indipendente come è ora negli altri Paesi Civili, ci racconti solo i fatti, per quello che sono, lasciando a noi le opinioni ed ai propri giornali la propaganda.