La mia relazione in aula sulla "Nuova disciplina del prezzo dei libri"

Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita

La mia relazione in aula sulla "Nuova disciplina del prezzo dei libri"

VITA, relatore. Signor Presidente, l'argomento di cui stiamo discutendo e che finalmente giunge alla sua conclusione parlamentare è di enorme delicatezza. Si tratta di un testo breve, ma molto significativo perché mette un argine a una situazione di deregolamentazione che non ha fatto bene certo alla cultura, all'editoria media e più piccola, alle librerie di medie e piccole dimensioni, quindi al tessuto nervoso della nostra produzione intellettuale, senza nulla togliere ai più grandi gruppi, certo non unici e sufficienti. Si tratta di norme che già da tempo avrebbero dovuto trovare un'applicazione. Siamo alla terza lettura - il collega Asciutti ha descritto gli articoli con precisione - e finalmente il Parlamento si accinge a varare il testo definitivo.

Mi preme dire, in conclusione di questa doppia introduzione, che il testo che ci accingiamo ad approvare è, naturalmente, a sua volta segnato dal suo tempo. Infatti, nel lungo percorso che ci ha portato alla terza lettura e - come ci auguriamo - al varo tra qualche minuto, tante cose sono accadute nell'universo cross-mediale. Tra l'altro, questa deliberazione cade curiosamente nel giorno dell'anniversario della nascita di McLuhan 100 anni fa. Forse questo testo potrebbe essere persino dedicato a lui, che sarà lieto nella tomba di vedere applicato un pezzo di quel sistema innovativo che proprio il libro mostra essere così vivace e sempiterno.

È un libro che vive più volte, il libro che dà il senso profondo a quell'aforisma che ha fatto la storia e il successo di McLuan: il mezzo e il messaggio. Nessun messaggio e nessun mezzo sono avvicinabili al senso profondo della tavoletta chiamata libro.

Ma ora siamo già nell'epoca del libro digitale. Un milione e mezzo di e-book venduti entro il gennaio 2012, oltre 20 volte il numero di romanzi e saggi digitali acquistati in tutto il 2010. Dunque, dobbiamo offrire questo testo ai nativi digitali, a coloro che sono nati già in questa stagione multimediale, per andare avanti, per immaginare una normativa adeguata al tempo che stiamo vivendo, il tempo digitale. Dunque, che questo testo sia un ammonimento al Parlamento per andare oltre, prima che sia troppo tardi. Vi sono rilevanti questioni da affrontare, come il diritto d'autore, e temi delicatissimi - come si salvano i contenuti profondi pur aggiornandoli nella rete e con la rete, come si fa a reggere la stagione della nuova frontiera on line, essendo sia contro ogni forma di censura sia per la tutela del lavoro intellettuale. Ebbene, il testo al nostro esame è - come avrebbe detto Paolo Murialdi, che commentò, all'indomani della sua approvazione, la prima riforma dell'editoria del 1981, un compromesso positivo, tra esigenze diverse che vanno ulteriormente dislocate nel corso della prossima stagione.

Tratto dal resoconto d'aula

 

20/07/2011

 

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