
Con molto meno di quello che la Mondadori ha risparmiato grazie all'emendamento "ad aziendam" che l'ha tutelata dal fisco, si sarebbe potuto salvare l'intero mondo della cultura e dello spettacolo dai tagli di Bondi e Tremonti.
Bene ha fatto il presidente dell'Agis, Paolo Protti, che ha protestato contro di essi, non a caso alla vigilia della Biennale Cinema di Venezia. "Se per il Fus 2011 fosse confermata la previsione di uno stanziamento intorno ai 300 milioni di euro non solo si toccherebbe il punto più basso nella storia del Fondo unico per lo spettacolo ma si raggiungerebbe il livello più basso della politica nei confronti del sistema spettacolo" - afferma, così, Protti in un'intervista al Giornale dello Spettacolo ed avverte che "ciò comporterebbe non un generico grido di allarme ma la concreta, inevitabile chiusura di molte imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro."
Si tratta di un rilievo giustificatissimo e ineccepibile che non può restare inascoltato. E proprio nei giorni di Venezia ci aspettiamo una risposta da parte di un ministro che da troppo tempo parla d'altro.
01/09/2010