Ordine del giorno per i lavoratori del mondo dello spettacolo

Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita Vincenzo Vita

Ordine del giorno per i lavoratori del mondo dello spettacolo

A.S. 3249:

"Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita"

 

Ordine del giorno

Art. 3

 

Il Senato,

 

premesso che:

 

per i lavoratori del settore dello spettacolo l'articolo 3 del provvedimento, relativo ai contratti a tempo determinato, presenta delle criticità relative ai lavoratori del settore dello spettacolo;

 

pur condividendo misure e norme che, in via generale, favoriscano la trasformazione dei contratti a termine in lavoro a tempo indeterminato e limitino progressivamente le pratiche di elusione contributiva e l’abuso di forme atipiche di contrattazione, è fondamentale il riconoscimento delle caratteristiche proprie del lavoro nello spettacolo;

 

i limiti sulla prorogabilità e la ripetibilità dei contratti a termine imposti dalle norme in via generale, nel caso dello spettacolo finirebbero per costituire una causa di restrizione dei livelli occupazionali del settore, nonché di diminuzione della già incerta possibilità per i lavoratori di raggiungere i requisiti contributivi minimi annui stabiliti per l’accesso ai trattamenti previdenziali erogati dall’ENPALS;

 

il requisito minimo annuo di contribuzione versata all’ENPALS per l’accesso ai trattamenti previdenziali è di 120 giornate: un parametro che moltissimi lavoratori dello spettacolo non riescono a raggiungere e perciò non avranno diritto in futuro ad alcun trattamento pensionistico. Questa è la ragione dell’avanzo di bilancio dell’ENPALS, che ha raggiunto lo scorso anno circa 1,8 miliardi di euro e che è destinato a crescere di circa 300 milioni di euro l’anno in futuro;

 

secondo i dati dell’ENPALS nei comparti cinema, musica e teatro i lavoratori discontinui che lavorano con contratti a tempo determinato rappresentano nel 2010 circa l’85% del totale degli iscritti al Fondo pensioni nei medesimi tre settori di riferimento;

 

nello spettacolo si lavora per progetti e produzioni di durata limitata nel tempo, ma che possono essere replicati più volte nel medio periodo con il coinvolgimento e la partecipazione dei medesimi datori di lavoro e lavoratori. Per questo il restringimento della facoltà di prorogare e/o reiterare i contratti di lavoro a termine nel settore costituirebbe il presupposto per una serie di effetti negativi : per le imprese e gli altri datori di lavoro (e tra questi non va dimenticata l’esistenza di un grandissimo numero di soggetti pubblici, come per esempio i teatri stabili) sarebbero inevitabilmente esposti al rischio di continui contenziosi con evidenti drammatiche conseguenze economiche;

 

la discontinuità costituisce la dimensione naturale di un settore che funziona per progetti e attività di durate limitate: per questo il Gruppo del Partito Democratico ha presentato un emendamento finalizzato a prevedere una deroga, per lo spettacolo, alle norme che limitano o impediscono la reiterazione di questo tipo di contratti;

 

impegna il Governo:

 

a valutare l'opportunità, considerata la specificità del settore dello spettacolo, di non applicare allo stesso le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, con riferimento alle categorie professionali stabilite dall’articolo 3 del D.Lgs. C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708.

 

 

VITA

 

 

 

 

16/05/2012

 

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Commenti
#1 Lavoratori del mondo dello spettacolo (16/05/2012)

Scritto da: Linda Brunetta

Bravissimo! Grazie da parte degli autori radiotelevisivi.